Saint-simon, louis de rouvroy (1675–1755)

SAINT-SIMON, LOUIS DE ROUVROY (1675–1755), duca e pari di Francia, le cui memorie descrivono la vita e la politica cortigiane durante il regno di Luigi XIV e la reggenza. Saint-Simon era il figlio di uno dei preferiti di Luigi XIII. Avendo perso il padre all'età di diciotto anni, prestò servizio nell'esercito e cercò di ottenere la preminenza a corte. Ben presto, tuttavia, deluso dalla percezione di trascuratezza della nobiltà da parte di Luigi XIV, si ritirò dall'esercito e incorse nello sfavore del re. Invece di una carriera promettente, ha intrapreso così la strada di un osservatore clandestino e critico della corte.

Sebbene rimosso dal favore del re, Saint-Simon aveva potenti alleati e informatori: la sua amata moglie, Marie-Gabrielle de Lorges, duchessa di Saint-Simon, che rimase nei circoli più stretti di Luigi XIV nonostante la posizione precaria del marito, e alla quale doveva inviti regolari alla tanto ambita residenza reale secondaria di Marly; Filippo II, duca d'Orléans, nipote del re e futuro reggente; un cancelliere di stato; diversi ministri che formarono con François Fénelon la cerchia di Luigi, duca di Borgogna, erede della corona e suo aspirante riformatore. Saint-Simon acquisì così una conoscenza approfondita della politica statale alla quale partecipò anche brevemente durante la reggenza. Viveva a corte dal 1691 fino alla morte di Luigi XIV nel 1715 fino a quella dei reggenti nel 1723, di notte vedeva, ascoltava e prendeva appunti segreti, in un piccolo armadietto dietro il suo appartamento di Versailles. Compose numerose genealogie, promemoria tempestivi per influenzare le decisioni di etichetta e rango politico, e persino una lettera anonima amaramente critica a Luigi XIV che ebbe il coraggio di far circolare durante la vita del monarca, nonostante uno stile di scrittura personale riconoscibile.

Dopo essersi ritirato dalla corte, Saint-Simon si imbatté in un diario dettagliato tenuto dal noto cortigiano Philippe de Courcillon (il marchese di Dangeau). Sconvolto dalle sue sconfinate adulazioni e "bugie", lo rilesse e annotò tra il 1729 e il 1739 e, all'età di sessantaquattro anni, si mise a scrivere il suo diario, una veritiera "storia del suo tempo". Il suo monumentale Slip, 2,754 pagine manoscritte che narrano intrighi di corte e la politica della corona nel corso di trentadue anni (1691-1723), comprendono oltre settemila personaggi rappresentati con intuizione e arguzia inimitabili, e lamentano il caos introdotto nel regno dall'assolutismo e ne prevedono la fine. Il racconto era destinato dal suo autore a "rimanere sotto le serrature più sicure" per almeno cinquant'anni dopo la sua vita. Il suo desiderio fu esaudito: una prima versione, incompleta, fu pubblicata nel 1788 e solo nel 1829-1830 apparve una prima edizione completa in francese. Presentando una visione unica del backstage di Versailles, nonostante una certa parzialità ammessa dall'autore e per il suo nobile ethos distinto, le sue memorie danno un quadro esatto della vita quotidiana a corte e delle sue fazioni e intrighi, e costituiscono una fonte importante per sociologi e storici di corte. A testimonianza della visione e dello stile unici di Saint-Simon, le sue memorie hanno ispirato anche romanzieri francesi tra cui Stendhal e Marcel Proust, e rimangono un capolavoro della prima letteratura francese moderna e del genere di memorie nel suo complesso.