Pietro alessandro gaspare scarlatti

Pietro Alessandro Gaspare Scarlatti (1660-1725) è stato un compositore italiano. Sopravvivono più di 600 delle sue cantate da camera; rappresentano l'apice del genere. Lo scrittore lirico più importante e influente del suo tempo, ha fondato la cosiddetta scuola d'opera napoletana.

Le opere di Alessandro Scarlatti che influenzarono principalmente i suoi contemporanei più giovani furono scritte durante il suo primo soggiorno a Napoli, quando si sentì obbligato a soddisfare il gusto napoletano, che preferiva melodie semplici, immediatamente attraenti, impreziosite dalla coloratura, e che elevava l'importanza del cantante solista, in particolare il castrato, ad altezze senza precedenti e, di conseguenza, fortemente limitato il numero di ensemble e il ruolo dell'orchestra. Altre tre caratteristiche importanti di questo periodo sono l'uso crescente della forma da capo dell'aria, che all'inizio del secolo ha praticamente estromesso tutte le altre forme; l'istituzione della cosiddetta ouverture italiana, o sinfonia, come forma tripartita - rapida, lenta, rapida - introdotta per la prima volta nel 1696 del revival di Scarlatti Tutto il mal … (1681); e l'inclusione nella maggior parte delle opere di due personaggi comici che sono parte integrante della trama.

Le più grandi opere di Scarlatti sono quelle che scrisse dopo aver lasciato Napoli nel 1702. In esse l'orchestra è più importante e colorata, le melodie sono più sottilmente espressive e fraseggiate, l'armonia è più chiara e varia, e la trama spazia dalla semplice omofonia al ricco polifonia. Furono queste opere che influenzarono, in varia misura e in modi diversi, compositori come George Frederick Handel, Johann Adolf Hasse e il figlio di Scarlatti Domenico, gli ultimi due furono tra le figure più significative nel periodo di transizione tra il barocco e il viennese scuola della fine del XVIII secolo.

Scarlatti nasce a Palermo il 2 maggio 1660, primogenito di Pietro ed Eleonora d'Amato Scarlata. I dettagli dei suoi primi anni di vita sono approssimativi; probabilmente si recò da parenti a Roma nel 1672 in compagnia delle due sorelle, Anna Maria e Melchiorra, e, secondo la tradizione, divenne allievo di Giacomo Carissimi. Questa tradizione è supportata dalla prima testimonianza di Scarlatti come musicista, vale a dire, una commissione, datata 27 gennaio 1679, per comporre un oratorio per l'Arciconfraternita‧ del SS. Crocifisso, per il quale Carissimi aveva scritto diverse opere simili.

Nell'aprile dell'anno precedente Scarlatti sposò Antonia Anzalone; ebbero 10 figli, di cui il più illustre fu Domenico. La prima delle opere di Scarlatti a renderlo famoso, Gli equivoci nel sembiante (1679), gli portò anche un appuntamento, per il libretto della sua prossima opera, L'honesta‧ negli amori (1680), lo descrive come maestro di cappella (maestro di cappella) alla regina Cristina di Svezia, che trascorse la maggior parte della sua vita a Roma dopo la sua abdicazione.

Nel 1683 Scarlatti fu incaricato dell'intera stagione lirica a Napoli, producendo a dicembre la sua prima opera originale per la città, Psiche. L'anno successivo divenne direttore di cappella della cappella reale di Napoli, un appuntamento che era in gran parte, se non totalmente, dovuto a un influente funzionario la cui amante era la sorella di Scarlatti, Melchiorra. Nello scandalo che ne seguì lo stimato secondo maestro di cappella, Provenzale, che si aspettava di essere promosso, si dimise, l'ufficiale fu licenziato e Melchiorra fu ordinato di lasciare la città o entrare in convento!

Durante i successivi 18 anni Scarlatti compose almeno 38 opere, oltre a serenate, cantate e musica sacra; tutte le opere tranne sei furono rappresentate inizialmente a Napoli, e molte di esse furono rappresentate altrove. Ma anche se la sua fama si stava diffondendo, Scarlatti era sempre più frustrato dal tipo di musica che avrebbe dovuto produrre. Nel 1702 gli fu concesso un congedo di 4 mesi, ma una volta uscito da Napoli è chiaro che non aveva intenzione di tornare, e per i successivi 7 anni cercò invano una posizione che soddisfacesse i suoi bisogni e desideri.

In un primo momento Scarlatti godette del patronato del principe Ferdinando de 'Medici a Firenze, per il cui teatro privato scrisse diverse opere; tuttavia, non trapelò un incarico permanente e nel 1703 accettò un posto molto inferiore come assistente maestro di cappella presso la chiesa di S. Maria Maggiore, Roma. Nel 1707 divenne capo maestro di cappella, ma questo non attenuò la sua frustrazione, perché a Roma in questo momento l'opera era praticamente inesistente, a causa della forte disapprovazione papale. Ma continuò a scrivere opere per il principe Ferdinando, la maggior parte delle quali non sono sopravvissute, e compose la sua prima opera per Venezia (1707), dove trascorse alcuni mesi.

Sebbene la produzione operistica di Scarlatti fosse venuta meno durante questo periodo, la sua reputazione non lo era, e nel 1709 tornò al suo vecchio incarico a Napoli, con un aumento di stipendio e libero di comporre come voleva. Qui rimase fino al 1717, producendo alcune delle sue migliori opere, in particolare Tigrane (1715), e ricevendo un cavalierato dal Papa l'anno successivo. Ma Roma aveva ancora per lui un grande fascino e nel 1717, incoraggiato da un cambiamento nell'atteggiamento papale nei confronti dell'opera, vi si stabilì. Nei successivi 5 anni circa ha composto le sue ultime opere per il palcoscenico, incluso il suo saggio comico nel genere, I trionfo dell'onore (1718) e, secondo il libretto, la sua 114a opera—Griselda (1721). (Questa è l'ultima di 35 opere esistenti complete su un totale noto di 115.)

Nel 1722 o 1723 Scarlatti tornò a Napoli, dove visse in completo ritiro, componendo pochissimo e praticamente ignorato. Nel 1724 Hasse, allora venticinquenne, divenne suo allievo e amico intimo. Scarlatti morì il 25 ottobre 24.

Ulteriori letture

Una vecchia ma ancora utile biografia di Scarlatti è Edward J. Dent, Alessandro Scarlatti (1905; rev. Ed. 1960). È discusso in Manfred F. Bukofzer, La musica nell'era barocca (1947) e Donald J. Grout, Una breve storia dell'opera (1947; 2d ed. 1965). □