Ludovico di varthema

Ludovico di Varthema (ca. 1470-ca.1517) era un viaggiatore e avventuriero italiano. L'opinione corrente sostiene che abbia effettivamente visitato tutti i luoghi dell'Est da lui rivendicati, compresi alcuni in cui è stato il primo europeo.

Quasi tutto ciò che si sa della vita di Ludovico di Varthema proviene dal suo racconto. Evidentemente originario di Bologna e soldato, lasciò moglie e figlio nel 1502, quando, poco più che trentenne, partì per visitare l'Oriente. Solo la curiosità lo spingeva; non ha cercato di fare soldi. Ha viaggiato prima in Egitto, procedendo fino al Cairo, poi ha visitato Aleppo siriana e Damasco, a quel punto aveva imparato abbastanza l'arabo per passare come musulmano. Si unì a un pellegrinaggio alla Mecca come mamelucco, o protettore militare, e divenne così uno dei primi (se non il primo) cristiani a vedere la santa città musulmana. Nel "tempio della Mecca" ha detto di aver visto unicorni, "non molto comuni in altri luoghi", un'osservazione che ha causato speculazioni molto successive.

Varthema si diresse a sud lungo il Mar Rosso verso lo Yemen e lì divenne prigioniero del sultano di Sana, una delle cui mogli si innamorò di lui. Ha resistito trionfante alle sue avances, ma lei lo ha comunque aiutato a fuggire. Ha proceduto verso est verso la Persia (ora Iran) e l'India Calicut. Andò in Birmania (ora Myanmar), Malacca e oltre a Sumatra, nelle Isole Banda, che coltivano noce moscata, nel Borneo e nelle Molucche che producono chiodi di garofano. Da lì ha ripercorso la sua rotta verso l'India, dove, decidendo di tornare alla vita cristiana, ha lasciato in balia un fedele amico musulmano e si è identificato con i portoghesi. Hanno accettato i suoi servizi e ha combattuto in diverse battaglie sotto il viceré Francisco de Almeida.

Probabilmente alla fine del 1507 Varthema salpò per Lisbona con una flotta portoghese; vi arrivò, dopo un duro viaggio durante il quale vide il Madagascar, a giugno. Almedia lo aveva nominato cavaliere in India, e Manuele I del Portogallo confermò questo onore, ascoltando anche con interesse il suo racconto delle regioni orientali che i portoghesi non avevano ancora visitato.

Varthema tornò subito in Italia. Una fonte indipendente rivela che si trovava a Venezia nel novembre 1508 e raccontava le sue avventure alla Signoria. Non si sa altro di lui se non il fatto che trascorse i suoi ultimi anni a Roma e fu indicato come morto nel giugno 1517. Il suo diario di viaggio, Itinerario di Ludovico de Varthema Bolognese…, fu pubblicato a Roma nel 1510.

Ulteriori letture

La traduzione inglese moderna del racconto di Varthema è Henry Winter Jones, Viaggi di Ludovico di Varthema, pubblicato dalla Hakluyt Society (1863) e riprodotto nel Tempio di Sir Richard Carnac, Itinerary of Ludovico di Varthema of Bolognada 1502 a 1508 (1928). La stessa versione è ripubblicata in Lincoln Davis Hammond, Viaggiatori travestiti (1963), con alcune spiegazioni di Hammond. La carriera di Varthema è discussa in Percy Sykes, Una storia di esplorazione (1934; 3d ed. 1949) e Boies Penrose, Viaggi e scoperte nel Rinascimento, 1420-1620 (1952). □