Calvino, italo (1923–1985)

Scrittore italiano.

Italo Calvino è nato a Santiago de Las Vegas, un sobborgo vicino a L'Avana a Cuba, dove il padre Mario (1875–1951), agronomo, dirigeva una stazione sperimentale agraria e una scuola di agricoltura. Sua madre, Evelina Mameli, era laureata in scienze naturali. La sua famiglia si trasferisce a Sanremo nel 1925.

Dopo essersi laureato all'Università di Torino con una tesi su Joseph Conrad (1857-1924), Calvino prese parte attiva alla Resistenza. Ha servito nel PCI (Partito Comunista Italiano) fino al 1956. Nel dopoguerra ha contribuito a Politecnico, rivista diretta da Elio Vittorini (1908–1966), con il quale ha poi fondato Il menabò di letteratura (1959-1967; Il manichino letterario), una rivista di cultura militante in cui ha pubblicato il suo studio Il mare dell'oggettività (1960; Il mare dell'obiettività). Nel 1964 Calvino sposò l'argentina Esther Judit Singer e si trasferì a Roma, rientrando a Parigi nel 1967. Fu consulente per la casa editrice Einaudi, dove dal 1971 diresse la collana Centopagine. Ha collaborato a numerosi giornali e riviste: nel 1951 ha scritto I giovani del Po [scritto nel 1950–1951, serializzato nel 1957–1958; I giovani del Po]), Il caffè, Il giorno, Le monde, L'espresso, Il corriere della sera e La repubblica. Si trasferisce da Parigi a Roma nel 1980.

Con un'introduzione di Cesare Pavese (1908-1950), pubblica il suo primo libro, Il sentiero dei nidi di ragno (1947; Il percorso verso il nido dei ragni, 1957), un lungo resoconto del conflitto partigiano in Italia. Le sue successive raccolte di storie andavano dalle favole allegoriche ai documentari—Ultimo viene il corvo (1949) L'entrata in Guerra (1954) I racconti (1958; Adam, One Afternoon e altre storie, 1983) - a cui Calvino contrappose le sue opere di "vita difficile" -La formica argentina (1952) La speculazione edilizia (1957), e La nuvola di smog (1958), tradotto in un volume come Amori difficili; Smog; Un tuffo nel settore immobiliare, 1983 - dove un argomento ricorrente sono i difetti della società dei consumi, un tema che riappare nelle sue storie per bambini, Marcovaldo; ovvero, Le stagioni in città (1963; Marcovaldo; o, Le stagioni in città, 1983). Marcovaldo è un raffinato tentativo di affrontare in un linguaggio fiabesco il tema, a lungo affrontato ma mai trattato definitivamente, dell'alienazione urbana.

La breve "stagione" neorealistica dell'opera di Calvino si è conclusa con Ultimo viene il corvo, dove diventa evidente come le inclinazioni di Calvino al realismo e al fantastico siano complementari. Il visconte dimezzato (1952; Il cavaliere inesistente e il visconte fesso, 1962) segnò una svolta importante nell'opera di Calvino. La "carica realistica" in questa novella (il genere che più gli si addice) è quasi del tutto assente: l'interesse dell'opera risiede nella reinvenzione del Settecento racconto filosofico (racconto filosofico), il reinserimento nella poetica moderna della narrativa illuministica artificiale e il potenziale della favola allegorica di denunciare la realtà contemporanea in chiave satirico-ironica. Il visconte dimezzato, Il barone rampante (1957), e Il cavaliere inesistente (1959) costituiscono la trilogia I nostri antenati (1960; I nostri antenati: tre romanzi, 1980). Dopo la novella La giornata di uno scrutatore (1963; L'osservatore), Calvino ha scelto temi ed episodi di fantascienza Le cosmicomiche (1965; Cosmicomics, 1968) e Ti con zero (1967; T zero, 1969). Ha tentato un'incursione sperimentale nella metanarrativa con Le città invisibili (1972; Città invisibili1974), Il castello dei destini incrociati (1973; Il castello dei destini incrociati, 1977) e Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979; Se in una notte d'inverno un viaggiatore, 1981).

In questa fase dei suoi studi letterari, le opere dell'argentino Jorge Luis Borges (1899–1986) costituirono un importante punto di riferimento, ma non un modello. Il romanziere, poeta e pittore francese Raymond Queneau (1903-1976) e Parigi, una "città-laboratorio", furono per Calvino un fondamento metodologico più che un modello. A Parigi seguì una linea di lavoro tutta sua, che lo portò a una rilettura di Honoréde Balzac (1799–1850) e Voltaire (François-Marie Arouet; 1694–1778). Ciò che lo colpì di più in Balzac fu il senso che aveva inizialmente della città come lingua e come ideologia, e la sua conseguente capacità di "fare della città un romanzo". Nella sua introduzione del 1974 a Voltaire Candido, Calvino ha sottolineato quei temi che ricorrevano in Le città invisibili: l'ideale della delicatezza come principio poetico ma anche come forma di pensiero con qualcosa in comune con la voce della ragione. L'allusione che Calvino fa all'idea di un riadattamento del Milione di Marco Polo (1254–1324) nel capitolo introduttivo di Le città richiama una sceneggiatura cinematografica sul viaggio di Polo, scritta da Calvino nel 1960 ma mai realizzata su pellicola. Nella descrizione delle città inventate c'è una continua allusione a città reali passate e presenti. Sul tema della struttura del romanzo, il lettore incontra una storia in cui il vuoto si contrappone alla pienezza, come dichiarava Calvino. La pienezza delle città invisibili è rappresentata dal fitto dialogo tra il fondatore della dinastia mongola in Cina, Kublai Khan (1215-1294), e il viaggiatore veneziano Marco Polo, mentre il vuoto è la serie di città invisibili che l'ambasciatore Polo descrive al grande Khan. Queste città non esistono; nascono dalla fantasia di Polo, dal suo desiderio di accontentare l'ascoltatore e dal suo gusto di combinare elementi disparati nel tentativo di costruire la città ideale. L'attrito tra la gelida bellezza delle città invisibili e la caotica concretezza delle città abitate dagli uomini costituisce il tema del romanzo, esso stesso definito da tre elementi: la prosa lapidaria, cristallina e delicata; l'uso della tecnica dell'ambiguità; e surrealismo.

Calvino non ha inventato nulla solo per inventare, si è semplicemente concentrato su un'impressione reale e l'ha analizzata a pezzetti poi riproiettati sul vuoto cosmico in cui la fantasia ricrea i sogni. Notevole anche la sua produzione analitica (Una pietra sopra: Discorsi di letteratura e società, 1980; Gli usi della letteratura: saggi, 1986; Collezione di sabbia [1984; Raccolta di sabbia]). Pezzi scritti per Il corriere della sera sono raccolti in colombaia, un volume che comprende circa trenta storie sul Monte. Palomar. Le pubblicazioni postume includono le tre storie intitolate Sotto il sole giaguaro (1986; Sotto il sole Jaguar, 1988) e Lezioni americane (1988; Sei promemoria per il prossimo millennio, 1988), che contiene cinque delle sei conferenze che Calvino avrebbe dovuto tenere ad Harvard. Ha curato un'antologia di fiabe, Fiabe italiane (1956; Racconti popolari italiani, 1980), che ha tradotto dai loro vari dialetti. Ha tradotto Queneau's I fiori blu (1967; I fiori blu, titolo originale Fiori blu, 1965).