Antonio genovesi

Il filosofo ed economista italiano Antonio Genovesi (il nome era originariamente Genovese), è nato a Castiglione, Salerno. Dopo aver studiato letteratura e retorica e poi filosofia, frequenta le lezioni del vecchio Giambattista Vico. Nel 1741 iniziò a insegnare metafisica all'Università di Napoli come professore straordinario. Nel 1743 pubblicò il primo volume del suo Elementi di metafisica metodo matematico Adornata (5 voll., Napoli, 1743-1745), per il quale fu accusato di razionalismo e ateismo. Nel 1745 iniziò a insegnare etica. In quell'anno pubblicò il suo Elementi logico-critici dell'Art e un'importante introduzione storica all'edizione napoletana di Pieter van Musschenbroek elementi di fisica. Nello stesso anno il suo Elementi di teologia cristiana è stato accusato di eterodossia; fu pubblicato solo dopo la sua morte (Venezia, 1771). Scoraggiato, Genovesi si rivolse ad altri studi meno filosofici. Gli fu offerta la nuova cattedra di economia civile (economia), la prima in Europa, dall'Università di Napoli e iniziò le sue lezioni nel 1754 (Delle lezioni di commercio ossia di economia civile, Napoli, 1765-1767). I problemi di filosofia pratica che occuparono i suoi ultimi anni sono discussi in Diceosina o sia filosofia del giusto e dell'onesto (2 voll., Napoli, 1766-1777).

A giudizio di Genovesi, la filosofia moderna ha avuto inizio quando Francis Bacon e Galileo Galilei hanno liberato l'Europa dalla ricerca astratta e sterile. "Dialettica e metafisica", proclamava, "sono il Don Chisciotte della Repubblica delle Lettere". Secondo lui è impossibile conoscere la vera realtà, la sostanza, ciò che "sta alla base" dei fenomeni che possiamo osservare. (Ha chiesto: "Chi solleva la gonna della natura per vedere ciò che ὑπἁρχει [sta alla base]?") Sebbene il suo pensiero avesse alcune somiglianze con l'idealismo di George Berkeley e il monadismo di Gottfried Wilhelm Leibniz, col passare del tempo il suo interesse si spostò dalla logica e dalla metafisica e era orientato verso le discipline morali, in particolare verso l'economia, che considerava influenzare "il nostro comfort e la nostra tranquillità attuali". Ha cercato di determinare in un sistema razionale "le leggi primarie, semplici e universali" dell'economia. Ha organizzato in un quadro simile il file Discorso sopra il vero fine delle lettere e delle scienze (Napoli, 1753), in cui si opponeva a tutte le inchieste "che restano esclusivamente all'ombra della scuola, e non trasgrediscono mai nell'acquisizione di qualcosa di utile all'umanità".

Bibliografia

Opere di genovesi

Opere scelte. Milano, 1824.

Illuministi italiani. Vol. IN: Riformatori napoletani, a cura di Franco Venturi, 1–330. Napoli e Milano, 1962. Contiene un'importante introduzione e bibliografia sull'influenza di Genovesi in Italia.

Autobiografia, lettere e altri scritti, edited by Gennaro Savarese. Milan: Feltrinelli, 1962.

Funziona su genovesi

Bruni, Luigino e Robert Sugden. "Canali morali: fiducia e capitale sociale nell'opera di Hume, Smith e Genovesi". Economia e filosofia 16 (1) (2000): 21–45.

Garin, Eugenio. La filosofia italiana, Vol. II. 392–402. Milano, 1947

Gentile, Giovanni. Storia della filosofia italiana, Volo. IO: Dal genovese al Galluppi, 2nd ed., 1–23. Milan: Fratelli Treves, 1930.

Robertson, John. "Antonio Genovesi: l'Illuminismo napoletano e l'economia politica". Storia del pensiero politico 8 (1987): 336-344.

Villari, Lucio. Il pensiero economico di Antonio Genovesi. Firenze, 1959. Contiene un'ottima bibliografia.

Zambelli, Paola. "Antonio Genovesi e l'empirismo del Settecento in Italia". Giornale di storia della filosofia 16 (1978): 195-208.

Eugenio Garin (1967)

Bibliografia aggiornata da Tamra Frei (2005)